Petra, 2000 anni di storia incastonati nel deserto.

La roccia prende vita per dare origine a meraviglie architettoniche che testimoniano l’incredibile estro del popolo dei Nabatei. Ormai più di 2000 anni fa la nuda pietra dalle sfumature rosacee venne plasmata come creta nelle mani di un mastro ceramista dando vita ad obelischi, altari, templi, tombe, strade colonnate e persino un maestoso teatro romano (capace di accogliere 3000 spettatori). Tutto questo, e molto altro, fa di Petra una delle mete turistiche più conosciute della Giordania.

Vale la pena iniziare la visita dall’ingresso orientale della città. Come inghiottiti dalla roccia ci si ritroverà nel Siq, una gola lunga un chilometro e con pareti alte più di 80 metri. Man mano che si procede si inizieranno a scorgere, tra gli aspri speroni rocciosi, delle forme sinuose e morbide. Quando la vista si aprirà ai vostri occhi rimarrete incantati da tanto splendore: un’imponente facciata larga 30 metri ed alta 43 che affiora dalla roccia. È il Khazneh, il “Tesoro del Faraone”. Secondo la leggenda che le ha dato il nome, un faraone Egizio in guerra contro gli israeliti, avrebbe deciso di mettere al sicuro il proprio tesoro al suo interno. La struttura potrebbe essere stata creata oltre 2000 anni fa. A dominare la vallata è il maestoso monastero di Ad-Deir; per raggiungerlo bisogna faticare un po’: occorre salire la bellezza di 800 scalini rigorosamente scavati nella roccia. Oltre ai resti archeologici, all’interno del sito si trovano anche due importanti musei: il “Museo archeologico” e il “Museo nabateo”. Entrambi conservano i reperti degli scavi effettuati nella regione e ne raccontano il passato suggestivo e glorioso. Passeggiando tra i resti di un’antica civiltà, rigorosamente a piedi o, per i più pigri, sul dorso di un cammello, sarà possibile incontrare i numerosi artigiani del luogo con i loro prodotti: vasellame, gioielli beduini e bottiglie di soffice sabbia colorata.

L’area, scoperta per caso nel 1812 da un esploratore svizzero, tale Johann Ludwig Burckhardt, ha continuato nel corso degli anni a restituire opere di sommo valore. L’ultima scoperta risale al 2016. Sotto la sabbia delle rovine dell’antica città è stata rinvenuta una struttura monumentale di oltre 2.150 anni fa: una sorta di città sotto la città.

Sono oltre 800 le opere architettoniche presenti nel sito archeologico di Petra, nonostante i danni apportati dall’erosione e dai beduini – che pare utilizzassero le sculture come bersaglio per armi a distanza. Speriamo che Il sito UNESCO, con il suo incantevole paesaggio sospeso tra deserto e roccia, possa continuare a regalare ancora per molto tempo la vista suggestiva che l’ha reso così famoso.