Alan Turing, un uomo che dall’ombra cambiò le sorti di una guerra.

Anno 2014. The Imitation Game arriva nelle sale cinematografiche di tutto il mondo e porta alla luce una delle vicende meno note del secondo conflitto mondiale: la storia di Alan Turing.

Fu infatti durante la seconda guerra mondiale che Turing seppe dimostrare al mondo intero le sua capacità matematiche. Insieme al suo fidatissimo staff lavorò a “Colossus”, uno strumento capace di decifrare in modo veloce ed efficiente i codici che i tedeschi creavano con una macchina altrettanto complessa, “Enigma”, generatore di codici che mutavano continuamente. Il “Colossus” di Turing era composto da una serie di servomotori, il primo passo della storia verso lo sviluppo dei computer digitali.

Grazie alle sue straordinarie capacità, gli inglesi riuscirono a sventare una serie di attacchi contribuendo ad abbreviare la durata del conflitto e consentendo di risparmiare migliaia di vite umane. Oltre alla matematica e alla logica Alan era un appassionato di corsa, in particolare della maratona. I suoi tempi erano così buoni che l’avrebbero potuto convocare nella nazionale inglese! Veloce con le gambe così come nel ragionamento.

Nonostante questo suo impegno, la Gran Bretagna ha stentato a riconoscere la sua personalità. Nel 1952, dopo aver denunciato un furto in casa, gli inquirenti scoprirono che il ladro aveva una relazione con lui e istantaneamente arrivò la denuncia per “pubblica indecenza”. Venne condannato per omosessualità e da quel momento ebbe inizio l’inferno. Nel 1954 arrivò improvvisa la morte, a soli 41 anni. Suicidio? In molti credono di no, o almeno non spontaneo. Certo è che Turing, stremato dalle continue persecuzioni, dagli invasivi controlli e dalle terribili cure ormonali, fu condotto ad uno stato fisico ed emotivo estremo.

Soltanto nel 2013 la Regina Elisabetta ha concesso l’assoluzione reale ufficializzando il valore delle sue ricerche e restituendogli la dignità che merita.

Mente brillante, capace di abbreviare la durata di un conflitto mondiale grazie al suo talento, diede un fondamentale impulso al campo delle intelligenze artificiali. Tutto questo, però, è rimasto come coperto da un velo, probabilmente di vergogna per quello che gli era stato fatto, tolto solo 59 anni dopo la sua morte. Ora Turing può godere dell’ammirazione e dell’apprezzamento di tutti, un riconoscimento più che dovuto ad un grande uomo che con la sua intelligenza ha reso libero il mondo. 

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