Bevagna, una finestra sul Medioevo.

Le urla e gli schiamazzi tipici di un mercato, il rumore delle botteghe e degli animali, il profumo di preparazioni di altri tempi. In Umbria c’è una città che ogni anno fa rivivere un coinvolgente clima medievale. 4 quartieri, le Gaite, si sfidano dando vita ad una delle più importanti rievocazioni storiche Umbre. Siamo a Bevagna, antico borgo di origine romana che sorge lungo la via Flaminia.

Mevania, questo l’antico nome della città, trovandosi lungo una delle arterie principali della viabilità romana, rappresentava un fiorente e ricco centro commerciale. Degli antichi fasti sono rimaste importanti testimonianze: un tempio, le terme con preziosi mosaici a tessere bianche e nere e un teatro romano del I secolo d.C., oggi in parte inglobato in abitazioni private. A dare l’impronta stilistica ad uno dei “Borghi più belli d’Italia” è stato il successivo periodo medievale. Le antiche mura, ancora tutte in ottimo stato, il Palazzo dei Consoli, che dal 1886 ospita anche un delizioso teatro da 140 posti, le chiese di S. Silvestro e S. Michele che si affacciano sulla piazza centrale: tutto ha un gusto fortemente romanico. 




Questo borgo, fatto di suggestivi scorci, è la cornice perfetta per dare vita a qualcosa di spettacolare. Le quattro Gaite (S. Giorgio, S. Giovanni, S. Pietro e S. Maria) lavorano tutto l’anno per proporre un’interpretazione più fedele possibile del clima a cavallo tra il XIII e XIV secolo. Negli ultimi 10 giorni di giugno i vicoli si animano di bevanati in abiti d’epoca che mangiano, lavorano e giocano proprio come i loro avi. Per il borgo si respirano i tipici odori speziati della cucina medievale, fragranze perse nel tempo: si potrà allora approfittare delle taverne rionali che ripropongono le antiche ricette. Cibi medievali, sì, ma anche bevande; da provare l’Ippocrasso, bibita a base di vino aromatizzato e addolcito con il miele.




​Il circuito dei mestieri offre l’opportunità di vedere antiche botteghe medievali all’opera; ecco allora che riprendono vita la cartiera, la cereria, il setificio e persino lo zecchiere. L’apice della manifestazione, però, si tocca con le giornate del mercato in cui ogni Gaita dà sfogo della propria preparazione storica, donando un’impronta personale all’allestimento. Si passa da messinscene povere, nelle quali si offrono prodotti locali, fino ad arrivare a soluzioni più articolate, con artigiani al lavoro. Nei banchi che popolano le vie di Bevagna si possono trovare stoffe, oggetti in cuoio, vimini, rame ma anche formaggi, verdure, focacce ed animali vivi. I giudici, per decretare la Gaita vincitrice, valutano l’allestimento del mercato, i mestieri, la gastronomia e la gara di tiro con l’arco.  
Un vero e proprio salto temporale che crea un’atmosfera suggestiva e vibrante, fonte d’ispirazione anche per il grande fotografo statunitense Steve McCurry che, nello scenario del Mercato delle Gaite, ha realizzato degli scatti ricchi di pathos. Sensazioni tanto antiche quanto autentiche che, almeno una volta nella vita, vale la pena di vivere in quel di Bevagna.