Roberto Baggio: campione dentro e fuori dal campo

Era il 1967, quando a Caldogno, in provincia di Vicenza, nasceva uno dei migliori giocatori...

Era il 1967, quando a Caldogno, in provincia di Vicenza, nasceva uno dei migliori giocatori del calcio italiano e mondiale. Un uomo che ha coltivato la sua passione per lo sport sin da piccolo con costanza e tenacia, iniziando ad allenarsi prima nelle strade poi nella squadra di paese.

Roberto Baggio da piccolo andava a dormire stringendo al petto il pallone da calcio: la passione e la tenacia non gli sono mai mancati. La sua gloriosa carriera, però, è tanto gloriosa non solo per i successi, ma anche e soprattutto per gli insuccessi, che ha saputo affrontare con l’umiltà di un vero campione.

“Il Divin Codino”, miglior giocatore italiano del XX secolo per la rivista “World Soccer”, ha dovuto affrontare ostacoli non semplici da superare: il grave infortunio al ginocchio destro, i rapporti difficili con gli allenatori, in particolare con Marcello Lippi e Fabio Capello, e un fatale errore dagli 11 metri, che è costato all’Italia un titolo mondiale. Errore che ancora oggi, oltre vent’anni dopo, per Baggio rappresenta una ferita mai guarita, ma su cui confessa: "sul momento avrei voluto scavare una buca e nascondermici dentro. Poi ho pensato che, visto che il Brasile ha molti più abitanti dell'Italia, con quel mio errore avevo fatto felice molta più gente”.

Anche fuori dal campo ha saputo contraddistinguersi, in particolare per le sue qualità umane. È ambasciatore FAO e si impegna costantemente a favore di iniziative per la pace nel mondo e le relative attività internazionali. Descritto da chi lo conosce come un fuoriclasse in rispetto e umiltà, ha incantato in molti con la sua personalità, anche personaggi del mondo dello spettacolo. Un giorno Vittorio Gassman gli disse: "Caro Baggio, con la sincerità doverosa dei vecchi le confesso: non sono mai stato tifoso di nessuna delle squadre in cui lei ha giocato. Ma sono sempre stato suo tifoso. C'è in lei qualcosa di diverso. La trovo un uomo modesto, piacevolmente umile".

Il segreto di questo campione, ma soprattutto di quest’uomo, è racchiuso in cinque parole: passione, gioia, coraggio, successo e sacrificio. Le stesse parole che ha usato nella sua ormai celebre lettera rivolta ai giovani, per incitarli a seguire i loro sogni con forza e perseveranza: perché, come dice lui “gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita”.