Il Signor G e la sua voglia di cantare la libertà

“Destra-Sinistra”, “La libertà”, “Io non mi sento italiano” sono solo alcuni dei titoli dei più famosi successi di Giorgio Gaber, indimenticato cantautore milanese. Un uomo che voleva riscoprire le parole, ripulirle da equivoci ed usarle senza avere paura delle conseguenze. Lui, entertainer di classe e di successo che aveva un posto da titolare nella Tv degli anni ’60, lui, che andava in tournee con Mina e poteva contare su una carriera da cantante consolidata, ad un certo punto decide di abbandonare tutto per il teatro, l’impegno e il sociale.

Si sentiva ingabbiato in televisione, costretto a recitare un ruolo che con il passare degli anni iniziava a stargli stretto. A teatro era semplicemente lui, Giorgio Gaber, senza filtri e senza intermediazioni: un contatto diretto con il pubblico per poter esprimere quello che pensava attraverso la sua arte. Nasce così un nuovo genere, quello del teatro canzone, uno spettacolo a tema con musica che lo sviluppa, il tutto inframezzato da monologhi e racconti. In questa nuova veste il successo stenta ad arrivare eppure, con la forza della perseveranza, nel giro di qualche anno ottenne il riconoscimento del pubblico.

Ecco allora che i suoi più grandi successi prendono vita imprimendosi nella memoria della collettività. Canzoni che fanno riflettere, che suscitano emozioni e disappunto. In alcuni casi diventano veri e propri inni. La parola prende forma nella musica diventando una potente arma di sberleffo, ma anche mezzo per esprimere delusione e amarezza nei confronti di una società che urlava il cambiamento senza impegnarsi ad ottenerlo. Lui in quel cambiamento ci credeva e così, dopo essere stato per tanti anni parte integrante di una generazione che lottava, si ritrovò solo, abbandonato da un’opinione pubblica che nel frattempo si era fatta persino polemica nei suoi confronti. Amareggiato da questa “sconfitta” nel 2001 canterà che la sua generazione “ha perso”.

Negli oltre quarant’anni di carriera, però, ha avuto la capacità, grazie anche al suo carisma, di attrarre un pubblico sempre nuovo, dei nuovi interlocutori che gli permisero di diventare campione di incassi a teatro e gran venditore di dischi negli ultimi anni della sua carriera. Massimo Bernardini, critico e conduttore televisivo, dice di lui: “Gaber è l’ultimo artista, l’ultimo intellettuale, ad aver conosciuto da vicino la cultura di massa, ad averla frequentata e sfidata sul suo stesso terreno, dalla canzone alla televisione. […] L’opinione pubblica italiana sarà in grado, in questo nuovo secolo che avanza, di accettare le sfide di un intellettuale vero come Giorgio Gaber?” Un intellettuale, aggiungiamo noi, dall’animo nobile.

Dal calcio alla MotoGP, il percorso del campione della LCR Honda

Che cosa sarebbe successo se a 11 anni non avesse avuto quell’infortunio al ginocchio che lo fece smettere di giocare a calcio? Probabilmente…

Regolamento concorso a premi “SFRECCIA A VALENCIA CON NAVIGARE E LCR”

La società MANIFATTURA RIESE SPA con sede in Via S. Lodovico 6, 42010 Rio Saliceto (RE) indice il concorso a premi denominato “SFRECCIA A…