La forza di continuare a sognare: Alex Zanardi

In molti, da ragazzi imparano ad aggiustare la bicicletta, la moto...

In molti, da ragazzi imparano ad aggiustare la bicicletta, la moto o la macchina insieme al padre. Quasi tutti quest’arte, semplicemente la imparano e la mettono da parte. C’è invece chi a 14 anni costruiva kart completi da cima a fondo e, più di ogni altra cosa, sognava di correre più veloce degli altri.

Uno di questi “chi”, di nome fa Alex, e di cognome, come i cultori avranno capito, fa Zanardi.

La sua, una storia come tante altre, ma non del tutto: quella di Zanardi è ricca di tenacia e determinazione. Comincia come per molti con un sogno nel cassetto: diventare pilota automobilistico e correre sui maggiori circuiti internazionali. Quel sogno che, nonostante l’incidente che l’ha privato per sempre dell’uso delle gambe, non ha mai smesso di inseguire.

A 14 anni debuttò a Vado, ma i risultati tardavano ad arrivare. Le poche possibilità economiche della famiglia e del veicolo non aiutavano, ma Alex non si fece abbattere. Continuò ad allenarsi e la sua classe cominciò ad emergere, ottenendo i primi quattro titoli della sua carriera: vinse i 3 Campionati Italiani ed l’Europeo di kart.

Non mollò quando, finalmente approdato in Formula 1, dovette ritirarsi per il fallimento della scuderia per cui gareggiava. Non smise di correre: venne infatti assunto come pilota di Formula Cart, il campionato automobilistico americano.

Soprattutto, non rinunciò neanche il 15 settembre 2001. Quando a tredici giri dalla fine di una gara che lo aveva visto dominare sugli altri piloti, dopo una sosta ai box perse il controllo della vettura. Dopo un testa e coda, rientrò sulla pista mentre ne arrivava un’altra. Lo scontro tra le auto fu inevitabile e violentissimo.

Dopo la tragedia, con il sorriso, con la gioia immensa di chi ama il proprio sport e con un’enorme voglia di vivere Alex è tornato sulle piste. Disegnò da solo un paio di nuove gambe artificiali, con l’obiettivo di tornare a gareggiare e ci riuscì. Nel 2003 con una Gran Turismo tornò proprio sulla pista dove aveva quasi perso la vita, per ripercorrere simbolicamente i restanti 13 giri della gara del 2001.

Oggi Zanardi non ha perso la passione per lo sport e per le gare. Dopo il ritiro dal mondo dell’automobilismo è entrato nel team paralimpico di handbike, presentandosi come portabandiera azzurro alle Paralimpiadi di Londra nel 2012, ed è diventato un’autentica leggenda mondiale di questo sport grazie a 4 ori e 2 argenti conseguiti nelle due ultime edizioni di Londra e Rio. Parallelamente alla nuova carriera sportiva dal 2010 intraprende anche quella del conduttore televisivo, con i programmi “E se domani” e “Sfide”, in onda su Rai 3. Nel suo grande cuore c’è spazio anche per la solidarietà: nel 2016 ha messo all’asta la tuta con la quale fece la prima corsa dopo il terribile incidente. Il ricavato è andato a favore di un’associazione modenese che si prende cura dei bambini malati di cancro e delle loro famiglie.

Alex è uno dei personaggi italiani più amati di sempre e il suo palmarès pare destinato ad ospitare nuovi successi. Non ha mai mollato con lo spirito di un grande sportivo, mantenendo l’umiltà che solo i grandi uomini sanno dimostrare. Oggi continua a correre e a inseguire il suo sogno con la stessa passione di quando da ragazzo dava forma al suo sogno, a poco a poco, pezzo dopo pezzo.