LUCIO CECCHINELLO, UNA VITA A INSEGUIRE UN SOGNO

Un viaggio lungo una vita intera. In sella a una moto, naturalmente.

Nasce meccanico, si trasforma in pilota, organizza il proprio team e dopo 10 anni lo porta al MotoGP da dirigente. Quella di Lucio Cecchinello non è certo una parabola qualunque: è la storia di un uomo che a una passione chiamata motociclismo ha dedicato tutta la vita. 

La sua passione per i motori nasce prestissimo, quando ancora bambino si accomodava sulla sella della moto del padre, alla scoperta del mondo e dei suoi orizzonti. Ma la scintilla che fa nascere nel giovanissimo Lucio il grande amore per il motociclismo è l’adrenalina che inondava le sue vene ogni volta che saliva su due ruote. Una moto che, come un pennello su una tela, diventava lo strumento per colorare e dar forma ai propri sogni. Curva dopo curva.

Da qualificato meccanico di squadre in competizioni nazionali e internazionali, Lucio Cecchinello corona il suo sogno di diventare pilota nel 1989 su una Honda NSR 125, moto con cui a Monza ottiene la sua prima vittoria. Altre pole position danno fiducia al giovane pilota a dar seguito al suo sogno che nel 1990 lo porta ad essere Vice Campione Italiano alle spalle di Max Biaggi. Nel 1995 partecipa al campionato Europeo Velocità in classe 125 aggiudicandosi il titolo. Col tempo, Lucio accumula successi. Ma dopo 2 anni in Honda, sceglie di cambiare strada, con una scelta coraggiosa: nel 1996 fonda il team che porta il suo nome, Lucio Cecchinello Racing. Nei 10 anni seguenti la squadra continua a gareggiare in 125 e approda presto alla 250. Altri piloti si aggiungono al fondatore che nel 2003 vince il Gran Premio d’Italia sulla stessa pista dove aveva debuttato guidando una moto da corsa per la prima volta. Al termine della stagione smette di gareggiare, ma non abbandona certo la sua passione e impegno quotidiano: Lucio continua da dirigente di LCR, che nel 2006 debutta nel MotoGP.

A 20 anni dalla fondazione di LCR, arriva un grande traguardo: la prima vittoria in MotoGP con Cal Crutchlow, vincitore nel gran premio di Brno. Primo posto, davanti a Valentino Rossi e Marc Marquez. Confida Lucio in un’intervista: “Oggi la gara non finiva mai. Gli ultimi 7-8 giri mi giravo sempre dietro per non vedere la pista! Ho ripensato alla gara in Australia di un paio di anni fa, Cal a un certo punto girava oltre 2 secondi più forte di Iannone ed era troppo, non serviva andare così forte. In questi anni abbiamo imparato a conoscerci e lui è una persona eccezionale, molto diretta che quando deve dirti una cosa te la dice in faccia. Poi ci sono giornate dove riesce a tirare fuori qualcosa di speciale. È stato Cal a chiedere le gomme dure, io sono stato d’accordo. Sapevamo che non sarebbero venuti altri acquazzoni e qui a Brno ero certo che questa scelta era giusta ed è andata bene. Ho iniziato 30 anni fa come meccanico ed essere qui dopo tutto questo tempo e riuscire anche a vincere una gara della MotoGP è veramente un sogno che si avvera”.

Un sogno a cui Lucio ha dedicato e continua a dedicare anima e corpo, con la stessa grinta e qualche fatica in più di quando era lui stesso a cavalcare le piste del motomondiale: “Mi sento una persona fortunata perché ogni mattina quando mi sveglio sono ansioso di tornare al lavoro perché mi piace anche se qualche volta avrei bisogno di qualche ora di sonno in più. Non potrei fare nessun altro lavoro! Mi dedico a pieno a questo sport e sono orgoglioso di aver ottenuto il titolo di Best Independent Team della stagione 2016; è stato un anno emozionante, ricco di soddisfazioni e coronato da 2 vittorie sensazionali, e mi piacerebbe poter ripetere questi risultati nel futuro imminente. Quando avrò qualche capello bianco in più mi piacerebbe collaborare con Honda o con gli organizzatori del Motomondiale per far crescere questo sport che è tutta la mia vita”.

E allora forza Lucio, continua a correre. Per vincere, per vivere nuove emozioni o forse più semplicemente per non fare mai spegnere la luce di quel sogno che è dentro ognuno di noi.