Machu Picchu: il fascino di un luogo avvolto nel mistero

Ci sono luoghi che sanno suscitare sensazioni ed emozioni che difficilmente si possono descrivere con parole. Luoghi che entrano nel proprio io più profondo, solleticando le corde più intime dell’anima.

Machu Picchu è senz’altro uno di questi.

Patrimonio mondiale dell’umanità dal 1983 e tra le sette meraviglie del mondo, il suo nome deriva dai termini machu, vecchio, e picchu, montagna. Chiamata dagli Incas “la città perduta”, Machu Picchu è un posto magico e al contempo mistico che affiora tra le vette in una zona sperduta e impervia del Perù. Fu costruita probabilmente intorno alla metà del 1400 e, ancora oggi, conserva autentiche meraviglie architettoniche, con una cittadella terrazzata ricoperta di resti di templi, palazzi, fontane e altari, arroccata a un’altezza di 2430 metri sul livello del mare.

La città fu riscoperta il 24 luglio 1911 da Hiram Bingham, uno storico di Yale, mentre era alla ricerca di Vilcabamba, ovvero l’ultima capitale del regno degli Inca. In un luogo difficilmente accessibile, situato a metà strada tra le Ande e la foresta amazzonica, popolazioni montane provenienti dalle aree di Vilcabamba e della Valle Sacra crearono una città che doveva rappresentare l’ultimo avamposto delle Ande, un punto strategico per penetrare nella foresta, in cerca di nuovi popoli da assoggettare. Alcuni studiosi ritengono che Machu Picchu fosse una sorta di santuario nascosto, una dimora in cui le donne vergini si dedicavano al culto degli dei: la sua popolazione, che al massimo arrivò a contare un migliaio di unità, era infatti composta per l’80% da donne, come dimostrano gli esami compiuti sui corpi riesumati. Altri, invece, la descrivono come una città amministrativo-religiosa in cui risiedevano gli alti funzionari di Stato, i sacerdoti e uno stuolo di servitori e artigiani.

Quale che fosse la sua origine, quel che è certo è che, ancora oggi, questo luogo emana un fascino misterioso e senza tempo. Visitarlo, significa innanzitutto compiere un viaggio dell’anima, un cammino interiore.

Il mezzo più affascinante per raggiungerlo è sicuramente il treno che, partendo da Poroy, un villaggio nei pressi di Cusco, porta ad Aguas Calientes attraversando scorci panoramici mozzafiato. Chi invece ama soluzioni più confortevoli, può scegliere uno dei pacchetti turistici giornalieri che partono da Cusco e che includono anche la guida. Il biglietto di ingresso è in vendita ad Aguas Calientes, ultima tappa prima di salire sul bus o di avviarsi a piedi sul sentiero che, inerpicandosi lungo la montagna, conduce a Machu Picchu. Chi visita Machu Picchu non può rinunciare alla cima del Corpo di Guardia e della Roccia Funebre. Da lì, si apre agli occhi del visitatore l’intera panoramica sulla città mistica e su quelli che oggi rappresentano i suoi abitanti incontrastati: decine di lama che si muovono liberi tra ruderi e rovine. Altre tappe irrinunciabili, il Tempio del sole che con la sua forma semicircolare rappresenta un mirabile esempio di luogo di culto, il Palazzo della Principessa, il Tempio delle Tre Finestre e l’affascinante Intihuatana, una pietra intagliata che indica il solstizio d'inverno.

I servizi turistici e di ristoro sono molto limitati: è dunque consigliabile portare con sé acqua, un po’ di cibo e, per chi non dispone della guida, un buon opuscolo informativo. Qui l’aria è rarefatta e umida e le energie vanno dosate sapientemente, come se il luogo stesso volesse suggerire al visitatore di procedere con calma, per gustare appieno la bellezza e il fascino che emanano gli edifici sacri. Un’osservazione attenta di queste costruzioni permette inoltre di cogliere la grande perizia tecnica e costruttiva del popolo Inca che, pur non disponendo di tecnologie evolute e strumenti di precisione, è stato in grado di tagliare e sovrapporre con esattezza blocchi di pietra di dimensioni colossali.

L’ora più ricca di suggestioni è sicuramente quella che precede il tramonto, in cui la luce della sera conferisce alla città un fascino particolare. Visitare Machu Picchu è un’esperienza unica, che resta scolpita nella memoria, suscitando una sorta di straniamento. Un luogo misterioso, custodito da una fitta giungla che lo ha protetto e reso inaccessibile, lasciandolo immerso nell’oblio per lunghi secoli.

Un luogo dell’anima, senza tempo e carico di magia.