Orson Welles: genio indomabile

30 ottobre 1938, i microfoni della Cbs interrompono la normale trasmissione per dare un annuncio: 

“Signore e signori, vogliate scusarci per l'interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News”. E ancora: “Signore e signori, devo riferirvi qualcosa di molto grave. Sembra incredibile, ma le osservazioni scientifiche e l'evidenza stessa dei fatti inducono a credere che gli strani esseri atterrati stanotte nella fattoria del New Jersey non siano che l'avanguardia di un'armata di invasione proveniente da Marte” 

Così con un umorismo indimenticabile, uno dei più grandi e geniali artisti del Novecento terrorizzò l’intera America trasformando l’adattamento radiofonico della “Guerra dei mondi” in una cronaca sull’invasione dei marziani. Molti americani ci credettero, causando panico in vari stati. A soli 23 anni, Orson Welles fece capire al mondo intero quanto la comunicazione di massa potesse influenzare gli individui. A 26 anni nel 1941, invece, produsse quello che oggi è considerato il più bel film di tutti i tempi: Quarto Potere. Una sceneggiatura che profetizza il futuro della comunicazione, ispirandosi alla vita di William Randolph Hearst, magnate dell’editoria. Una regia magnifica per un film colmo di flashback, piani sequenza da vertigine, montaggi acrobatici, uso espressionistico di luci e ombre e di lenti capaci di distorcere le immagini. 

Con una sola opera riuscì a rivoluzionare le pratiche del cinema delle origini e porre le basi di quello odierno. Per l’eccesso di innovazione nella trama e nella regia, Hollywood boicottò il film che non riscosse, all’epoca, un gran successo. 

La carriera di Orson Welles ad Hollywood fu breve, troppo irreverente e geniale per adattarsi alle regole dettate dalle case cinematografiche. Fu boicottato nuovamente nel 1942 nella realizzazione de “L’orgoglio degli Amberson” per il finale considerato esageratamente tragico per tempi di guerra. La RKO decise di tagliare 43 minuti di film e inserire un epilogo più rassicurante. 

Lo star system rinnegò per anni il suo talento ingovernabile ed estremamente moderno, fino ad esiliarlo per anni in Europa. Lui stesso dichiarò: “Hollywood è un quartiere dorato adatto ai giocatori di golf, ai giardinieri, a vari tipi di uomini mediocri ed ai cineasti soddisfatti. Io non sono nulla di tutto ciò”. 

Negli anni successivi fece qualsiasi cosa per guadagnare il denaro per poter essere indipendente, lontano dalla “prigione” delle major. Lavorò come voce narrante dei cartoni animati, in televisione, nella pubblicità e in teatro. 

Il suo genio fu apprezzato troppi anni dopo: solo nel 1972 venne insignito del Premio Oscar alla carriera ma non andò mai a ritirarlo. Disse: “Non mi avranno mai”, in riferimento a quel mondo che era sempre stato aspro e ostile nei suoi confronti. Non tornò mai più indietro. 

Oggi il suo stile di regia è materia di studio nelle scuole di cinema, idolo per centinaia di attori e cineasti in America e nel mondo. Nel 2015 un regista, Chuck Workman, è riuscito a sintetizzare la sua forza vitale e la sua passione per l’arte cinematografica in un documentario intitolato “Il mago. L’incredibile vita di Orson Welles”. 

Quasi irraccontabile l’eccesso di genio, di curiosità e di ecletticità di quest’uomo e delle sue mille capacità. Sceneggiatore, attore, scrittore, drammaturgo, regista: in ogni momento della sua carriera è riuscito a distinguersi, fino a diventare immortale nella memoria di chi sa e ha saputo apprezzare il suo estro.