Civita di Bagnoregio: una favola sospesa nel tempo

Si restringe di 7 centimetri ogni anno la superficie di uno dei borghi più belli d'Italia. È segnato sin dall'epoca romana il destino di questa cittadina viterbese che sorge nel bel mezzo della scenografica Valle dei Calanchi, i cui pinnacoli sono vere e proprie opere d'arte scolpite dal vento e dalla pioggia.

Civita di Bagnoregio, è la “città che muore”. Aggrappata ad un promontorio tufaceo, a causa degli agenti atmosferici e di due torrenti che scorrono ai suoi piedi, è costantemente sottoposta all'erosione.

Fondata 2500 anni fa dagli etruschi, Civita ha sempre affrontato un destino difficile, sempre tormentata da terremoti, frane, erosioni, incuria dell'uomo e bombardamenti. L'estrema fragilità del territorio rende la vita dei bagnoresi piuttosto difficile, tanto che le persone che ci vivono stabilmente si possono contare sulle dita di una mano. Un tempo il borgo era collegato alla vicina Bagnoregio, ma l'erosione del terreno, nell'arco di due secoli, ha aperto una voragine larga oltre un chilometro causando il completo isolamento della città. Delle 5 porte esistenti, solo una permette oggi l'accesso al centro. Un consiglio: se avete deciso di visitare questo gioiello medievale armatevi di scarpe comode perché dovrete percorrere un ponte pedonale di 300 metri, unica modalità per poter accedere alla cittadina.



















Un borgo che di quell’aura di precarietà sa togliere il fiato. Un posto in cui si può ascoltare il suono del silenzio, in cui il rumore che si produce passeggiando tra i fitti vicoli va a rompere la quiete circostante e il flusso dei propri pensieri; un posto dove i chiassosi e familiari rumori della città sembrano un ricordo lontano. Un luogo che parla direttamente al cuore.

La piazza principale è dominata dalla silhouette romanica della Chiesa di S. Donato, contenente affreschi della scuola del Perugino e un prezioso crocifisso in legno del 400. Percorrendo i caratteristici vicoli si torna indietro nel tempo. Angoli pieni di vita con le basse case in tufo e i tanti fiori colorati sia sui balconcini medievali che sui "profferli", scale esterne tipiche dell'architettura laziale, si alternano a scorci mozzafiato della vallata.

Il destino di questo borgo, il pugno di case medievali sospese sulla Valle dei Calanchi e le poche persone che hanno deciso di risiedervi rendono Civita di Bagnoregio il luogo unico ed inimitabile che è.