Roberto Bolle, le punte d’Italia nel mondo

Ha danzato al cospetto delle più importanti personalità del XX secolo come Papa Giovanni Paolo II, la Regina Elisabetta e Lady Diana, affiancato da partner di spessore, tra le quali Carla Fracci. Una vita di sacrificio, rigore e dedizione per quell’arte che lo ha reso grande nel mondo. Roberto Bolle, 42 anni compiuti il 26 marzo, è il protagonista di una storia in cui talento e passione hanno portato al raggiungimento di grandi traguardi.

La mamma capì subito che il suo Roberto aveva una spiccata attitudine e così, fregandosene dei pregiudizi di un paese di provincia, all’età di 6 anni lo iscrisse alla scuola di danza di Vercelli. Da subito gli insegnanti capirono che il piccolo Bolle aveva la stoffa del ballerino e qualche anno più tardi, incoraggiato anche dalla madre e armato di coraggio e determinazione, lasciò famiglia e amici per entrare nella prestigiosa scuola del Teatro alla Scala di Milano. Lontano da casa e dagli affetti, la sua vita cambiò drasticamente: duri allenamenti di giorno, corsi scolastici alla sera.

Il primo a cogliere il talento del giovane Roberto fu Rudolf Nureyev che lo scelse per il ruolo di Tadzio in “Morte a Venezia”. All’epoca Bolle aveva solo 15 anni e il Teatro non gli diede l’autorizzazione perché troppo “acerbo”. Questa vicenda non lo fermò, anzi, lo spinse a dare ancora di più e i risultati non tardarono ad arrivare. A 21 anni diventò il più giovane primo ballerino della storia scaligera e da quel momento in poi la sua ascesa fu inarrestabile. Un successo dopo l’altro, tanto nella danza classica quanto nelle produzioni contemporanee, lo portarono alla conquista dei principali palcoscenici internazionali.

Roberto Bolle, fisico statuario e occhi di ghiaccio, ha la grande capacità di piacere a tutti. Sfruttando questa popolarità dà vita a un grande tour di Gala, il “Roberto Bolle & Friends”, che apre le porte di location insolite al mondo della danza, con lo scopo di avvicinare un nuovo pubblico. Amico del FAI, sa quanto l’arte è preziosa e quanto sia importante la tutela e la conservazione del patrimonio artistico italiano; per questo, devolve i ricavati di alcune tappe del suo tour proprio al Fondo per l’Ambiente Italiano. Negli ultimi anni ha preso attivamente parte alle attività dell’UNICEF in veste di “ambasciatore di buona volontà” sia organizzando serate benefiche sia prendendo parte a viaggi umanitari.

Étoile ma prima di tutto uomo. Uomo che ha saputo fare di una passione il suo lavoro. Nonostante le innumerevoli rinunce compiute in nome della danza, Roberto non rimpiange nulla del suo percorso. Lui è un persona comune, riservata, che mettendo la sua popolarità al servizio del ballo e delle persone, ha saputo diventare una vera e propria icona mondiale.

Dal calcio alla MotoGP, il percorso del campione della LCR Honda

Che cosa sarebbe successo se a 11 anni non avesse avuto quell’infortunio al ginocchio che lo fece smettere di giocare a calcio? Probabilmente…

Regolamento concorso a premi “SFRECCIA A VALENCIA CON NAVIGARE E LCR”

La società MANIFATTURA RIESE SPA con sede in Via S. Lodovico 6, 42010 Rio Saliceto (RE) indice il concorso a premi denominato “SFRECCIA A…