Steve Jobs, il controverso guru del tech.

Curiosità e intuizione sono state due delle sue consigliere più fidate. Il carattere pignolo ed egocentrico ha contribuito a fare di lui un’icona mondiale nel campo della tecnologia e dell’informatica. Avrete senz’altro capito che stiamo parlando di Steve Jobs, geniale innovatore nonché fondatore della Apple.

La strada che lo portò al successo fu piena di ostacoli: difficoltà economiche, incomprensioni con i dirigenti, estromissioni, flop. Nonostante tutto e tutti Jobs riuscì a fare della sua passione per l’elettronica, trasmessagli da un vicino di casa, il lavoro che gli cambiò la vita. Tutto nacque in quel famoso garage di Cupertino, oggi meta di veri e propri pellegrinaggi, dove poco più che ventenne diede vita, insieme ad un amico, ad un’azienda dal capitale sociale irrisorio, tanto che per finanziarsi fu costretto a vendere la macchina e all’amico la calcolatrice scientifica. Il sacrificio valse a qualcosa: con il lancio del primo prodotto, rivoluzionario per l’epoca, la riuscita fu immediata. Ma il successo è spesso effimero e qualche anno più tardi un fulmine a ciel sereno cadde sulla testa di Jobs: la fine dei rapporti con Apple.

Essere cacciato dalla propria azienda è stato un duro colpo ma non tutti i mali vengono per nuocere. Il periodo che seguì fu quello creativamente più fertile per Mr. Apple: fondò un’azienda che produceva computer all’avanguardia, la NeXT, e ne acquistò un’altra da George Lucas che stentava ad imporsi nel campo dell’animazione grafica, la Pixar. La prima non ebbe successo; la seconda, invece, nel 1995, si consacrò come il più importante studio di animazione di Hollywood, grazie allo straordinario successo di “Toy Story”. La fortuna e il successo tornarono a sorridergli: in questo periodo una serie di vicissitudini gli permisero di riprendere il timone della sua creatura.

Ha inizio l’era delle grandi innovazioni che strizzano sempre l’occhio alla qualità e allo stile: nel 2001 esce l’iPod e il portale di musica digitale iTunes; nel 2007 è la volta dell’iPhone, cellulare senza tastiera in grado di navigare in Internet; nel 2010, infine, viene lanciato l’iPad dando vita ad un nuovo mercato, quello dei tablet. Questi anni di straordinario fervore sono segnati anche dalla malattia, un raro tumore al pancreas che nel 2004 colpì Jobs e contro il quale lottò, subendo anche un trapianto, fino al 5 ottobre 2011.

Già da prima che la malattia lo colpisse, Jobs aveva iniziato a vivere una quotidianità semplice e tranquilla tra buddismo e vegetarianismo. Si era persino dato uno stipendio simbolico di appena un dollaro all’anno, non gli interessava accumulare ricchezza e sapeva di poter contare sulle molte azioni Apple possedute.

Furibondo, pignolo, sgarbato e geniale, rappresenta una delle figure più importanti e controverse dell’era digitale. Sarà difficile replicare le sue gesta, rese uniche da quel mix tra amore per il dettaglio e disinteresse per le convenzioni, perché Steve Jobs è ineguagliabile nella sua genialità.

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